Simone: l’arma dell’ironia per combattere l’omofobia

Giovedì 17 maggio si è celebrata la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bisfobia e la Transfobia.

Non ne avevo ancora parlato perché volevo lo facesse lui, Simone.

Simone è un giovane (trentenne, ma non diteglielo che secondo me non se lo ricorda) attore e cabarettista di quelli ironici, fini, pungenti al punto giusto, che dalla quotidianità trae ispirazione per affrontare gli argomenti più difficili.

E non ultimo, è anche un caro amico di tutta una vita.

Ricordo ancora il giorno in cui mi ha detto di essere omosessuale… festa del vino, gruppo di amici, una piazza festosa, i racconti di amori estivi, e finalmente mi dice… “si chiama Federico”!

Ho voluto che fosse lui a dare la sua testimonianza in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, attraverso il racconto di un fatto che gli è realmente accaduto.

Gli ho semplicemente detto “scrivi quello che vuoi”… e lui con l’ironia che lo contraddistingue, ci lascia un insegnamento importante: è  il sorriso la sola arma in grado di combattere le cose più brutte.

 

 

“Cammino per strada e sento che mi guardi.

Mi siedo al mio posto sull’autobus con la musica alta nelle orecchie ma continuo a sentirti, sento i tuoi occhi che mi fissano e non mi lasciano nemmeno per un attimo.

Mi sento lusingato, un po’ in soggezione forse, ma tutto sommato apprezzo.

Apprezzo quella tua espressione strana, apprezzo quel tuo modo incomprensibile di non perderti nemmeno un mio movimento, un mio gesto, nonostante l’evidente espressione di disgusto che ti porti in volto, apprezzo che tu non riesca a guardare altrove e ti comprendo perché alla fine stai guardando la sola cosa interessante che, con molta probabilità, ti sia capitata nella tua giornata priva di senso da quando ti sei alzato a quando hai deciso di regalarci (che fortuna!) la tua indispensabile e antipatica presenza anche oggi: ME.

E poi aspetto.

Non faccio nulla, non dico nulla, solo aspetto.

Perché lo farai.

Sono sicuro che tu lo farai.

Perché ne ho già visti di tipi come te, amico mio, con il tuo giubbotto di pelle nero che fa tanto “happy days” e i tuoi bicipiti appena appena accennati, ma risultato di interminabili ed estenuanti ore di sedute con gli attrezzi  Media Shopping che ti hanno sicuramente reso il maschio alpha più temuto di tutto il quartiere.

Poi ti decidi, e probabilmente più per cercare di far sorridere l’adolescente ossigenata che ti porti accanto che per cattiveria, mi dici senza remore: “CAZZO GUARDI,FROCIO DI MERDA? TI PIACCIO EH!

E allora è troppo semplice.

E adesso come glielo spiego al Costantino Vitagliano di San Salvario che io già lo sapevo di essere frocio, anche prima della sua premura nel comunicarmelo?

Ma non lo voglio ferire.

Però una cosa mi preme specificarla, così sorrido, e con leggerezza gli dico “FROCIO SI, MA NON CIECO CICCIO.”

E la bionda ossigenata ha riso con me.

1-0 bacio”.

 

Grazie di cuore a Simone per la sua testimonianza e per quello che è.

Se hai domande da porre a Simone, storie da raccontare o desideri parlare con lui, scrivimi a erica@ericazani.it e vi metterò in contatto.

 

Un abbraccio

Erica

 

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