Violenza contro le donne: 25 novembre tutti i giorni- consigli utili

In occasione del 25 novembre, giornata di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, che si celebrerà tra pochi giorni, voglio condividere con te alcuni consigli utili da sapere, per te stessa o per una persona a te vicina.

La violenza agita contro le donne ha molte forme, dalla violenza domestica tra le mura di casa, a quella culturale come nel caso della mutilazione genitale femminile, ancora diffusa in molti paesi. In Italia (e non solo, purtroppo) ancora oggi ci troviamo a contrastare gli stereotipi di genere di cui è impregnata la società.

Emblematico è il recente DDL Pillon, su cui molto le associazioni e i professionisti che lavorano con la famiglia, stanno dibattendo, poichè per come è costruito porterà la donna ad una condizione di sudditanza dell’uomo (anche questo rientra tra le violenze di genere).

“Violenza è tutto ciò che lede i diritti fondamentali di un altro essere umano

(nello specifico del caso, della donna)

provocando una lesione personale fisica o psicologica”. 

 

Per conoscere le diverse forme di violenza agita contro le donne, link qui.

Cosa fare in caso di emergenza di una violenza subita?

  • In caso di emergenza di una violenza subita da te o da una persona vicina a te, bisogna rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine, ad un centro anti- violenza, e se sei ferita al 118. Se non riesci a chiamarli da sola chiedi a qualcuno di farlo per te. Se riesci/puoi scappare senza correre ulteriori rischi, fallo. Porta con te i tuoi figli se ci sono, e avvisa le forze dell’ordine che si recheranno immediatamente nel luogo in cui ti nascondi.
  • Se sei ferita chiama il 118 o recati al Pronto Soccorso più vicino a te. Conserva il referto medico che ti viene rilasciato alle dimissioni.
  • Puoi rivolgerti anche al tuo medico curante, e farti rilasciare un certificato che documenti l’accaduto (data, ora, cosa è accaduto e in quali circostanze e la diagnosi). Questo, così come il referto al punto precedente,  valgono come documento di prova durante un eventuale procedimento penale.
  • Rivolgiti ad un centro anti- violenza (anche telefonicamente al numero unico ministeriale 1522) riceverai supporto e consulenza gratuita, ti aiuteranno a capire come fare per procedere legalmente, e come tutelare te stessa e i tuoi figli.
  • Per le donne che vivono una situazione di indigenza economica, è previsto il gratuito patrocinio per tutte le spese legali. Rivolgiti ad un centro anti- violenza e riceverai tutte le informazioni in merito.
  • Dal punto di vista legale in caso di violenza subita è possibile sporgere querela ai danni del tuo aggressore. E’possibile sporgere denuncia entro tre mesi dall’aggressione presentandosi in Questura o dai Carabinieri/Polizia più vicina a te.
  • Puoi decidere di non denunciare ma poter comunque allontanare il partner violento. Basta rivolgerti ad un avvocato per chiedere al Tribunale un ordine di protezione, ovvero un provvedimento del Giudice che, a seconda della               situazione, prevede che l’uomo violento si allontani da casa, venga ammonito e obbligato a porre fine alle condotte       pregiudizievoli o che gli venga vietato di frequentare luoghi frequentati anche da te.
  • Un discorso analogo vale anche per lo stalking, che si può denunciare o chiedere al Questore un ammonimento.

 

L’assistente sociale che ruolo ha nel supporto alla donna vittima di violenza? 

L’assistente sociale è una dei professionisti che si attivano per l’accoglienza della donna vittima di violenza. L’assistente sociale  lavora accanto alla donna per una presa di coscienza del problema, fino alla creazione di un progetto di autonomia per la donna e i suoi figli.

Per assolvere efficacemente ai diversi obiettivi l’assistente sociale lavora in sinergia con servizi pubblici e privati del territorio, come i Centri anti- violenza, Casa delle Donne, Servizi territoriali e Forze dell’ordine.

Quello con l’assistente sociale è luogo ideale per la donna per raccontare la violenza taciuta in un clima accogliente e di non giudizio, e in cui essere accompagnata a decidere se intraprendere o meno un percorso per uscire da una situazione di violenza. Alla donna vengono fornite tutte le informazioni sulle risorse disponibili, sulle possibili azioni a sua tutela e viene accompagnata nella valutazione dei rischi per sè e per i figli.

Il percorso prevede il coinvolgimento di più operatori accanto all’assistente sociale, come lo psicologo, l’operatore sociale e l’avvocato, poiché la vittima deve ritrovare dentro di sé le risorse emotive per intraprendere una strada che le permetta di ricostruire il proprio percorso e per riorganizzarsi.

 

Numeri da chiamare in caso di emergenza:

Antiviolenza Donna – 1522

Questo è il numero verde di pubblica utilità del Dipartimento per le Pari Opportunità per l’emersione e il contrasto della violenza intra ed extra familiare a danno delle donne. E’ attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno ed accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.

Le operatrici telefoniche forniscono una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti sul territorio nazionale, come ad esempio i Centri Antiviolenza. 

Carabinieri – 112

Polizia di Stato – 113

Emergenza sanitaria – 118 oppure 112 (specificando emergenza sanitaria)

 

E come dice Ermal Meta nella sua canzone: “Ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai“. DENUNCIA.

 

Un abbraccio

Erica

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